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Iniziano i lavori sulla tratta Torino-Lione: le intenzioni della Francia restano tuttavia un mistero PDF Stampa E-mail
Logistica
2023
19
Dicembre

Con la consegna del cantiere alle imprese il 18 dicembre 2023, partono formalmente i lavori della tratta italiana per il collegamento ferroviario ad alta velocità tra Torino e Lione.

 

Francia-ItaliaIl costo dell’intera sezione transfrontaliera, lunga 65 chilometri, è di 8,6 miliardi di euro finanziati al 40% dall’Unione Europea, al 35% dall’Italia e al 25 % dalla Francia. Con l’inizio dei lavori sul lato italiano, l’obiettivo è quello di concludere i lavori entro il 2032. La tratta Torino-Lione sarà composta da un tunnel di base lungo 57,5 chilometri (12,5 in Italia e 45 in Francia) e dai raccordi di collegamento con la linea storica.

 

L’importanza di tali lavori viene perfettamente riassunta nel fatto che la tratta transfrontaliera potrà rappresentare una valida alternativa al valico del Frejus anche se, è doveroso sottolineare che essa coprirà complessivamente solo 65 chilometri rispetto ai totali 270, motivo per il quale sarà necessario riprogrammare e realizzare le due tratte nazionali.

Se l’Italia sembrerebbe aver definito il proprio piano edilizio riguardo i lavori, la Francia si starebbe muovendo in modo tanto ambiguo da essere stata ripetutamente richiamata dall’Unione Europea. Nella giornata del 14 dicembre, nella quale si è svolta l’ultima Conferenza intergovernativa, la delegazione di Parigi ha confermato il massimo impegno nel trasmettere, entro giugno 2024, la bozza definitiva dei progetti che intende realizzare tra il raccordo del tunnel di Saint-de-Maurienne e Lione. Il motivo di questa poca chiarezza da parte della Francia non è un mistero; infatti, l’unica tratta che le preme particolarmente realizzare è quella compresa tra il tunnel di base e l’interconnessione di Montmelian, comprensiva delle gallerie di Glandon e Belledonne, che andrebbe a costare intorno ai 700 milioni di euro, rispetto ai lavori tra Saint-Jean-de-Maurienne e Lione che prevedono almeno sei miliardi.

Dovesse verificarsi questa ipotesi, con la Francia non disposta ad investire tutta la somma sopracitata, ma lavorare solo sulla tratta cardine, per l’Italia, tutto sommato, non sarebbe un grosso problema. Infatti, al momento, la quasi totalità dei treni merci si dirige verso la Francia del nord, verso Ambérieu e Digione, mentre solo una piccola parte è interessata dalla tratta di Lione e del sud della nazione.

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