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Il futuro del trasporto merci sostenibile attraverso l'intermodalità dei carichi PDF Stampa E-mail
Logistica
2020
11
Dicembre

L’emergenza sanitaria, soprattutto durante il lockdown di marzo-aprile, ha messo in evidenza l’importanza dell’autotrasporto sia per lo sviluppo economico del Paese, sia per la tenuta del sistema sociale.

sciopero-trasporti

Se non si fosse garantita la continuità della consegna dei prodotti di prima necessità, difficilmente gli italiani avrebbero potuto osservare con rigore le norme di distanziamento sociale, rimanendo confinati per settimane e settimane tra le propria mura domestiche.

Una volta riaperte le attività e ripresa la produzione industriale dell’Italia e degli altri Stati membri dell’Unione Europea, il Barometro Timocom ha registrato un aumento della domanda di trasporto merci.

Grazie alle riaperture e alla diminuzione del contagio nei mesi estivi, il mercato italiano dei trasporti del terzo trimestre del 2020 è stato stabile, con un rapporto carichi-mezzi costante e leggermente in rialzo rispetto allo stesso periodo del 2019. Il dato migliore si è registrato in settembre, con un +39% sull’anno precedente.

Nonostante si tema che le nuove restrizioni, resesi necessarie per contenere la seconda ondata del Coronavirus, possano portare a un nuovo calo, cittadini e istituzioni sono oggi più consapevoli di quanto il
mondo dei trasporti non sia poi così distante dalla quotidianità.

Il dibattito di questi mesi si è concentrato sull’affrontare i cambiamenti del prossimo futuro, soprattutto in vista del raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea per la riduzione dell’inquinamento, e sulla necessità di colmare quei buchi infrastrutturali che impediscono collegamenti veloci ed efficienti in tutte le aree della Penisola, soprattutto per quanto riguarda il trasporto intermodale.

La possibilità di spostare parte delle merci sulla rotaia è una risorsa indispensabile per lo sviluppo sostenibile dell’autotrasporto, un settore in cui l’Italia ha ancora molto da fare, ma nel quale abbiamo già assistito a cambiamenti importanti.

Ad esempio, a novembre è stato annunciato il nuovo collegamento intermodale dal porto di Genova Voltri all’Interporto di Padova: con una frequenza iniziale bisettimanale, si prevede un volume complessivo di merci trasportate settimanalmente di cento TEU. In termini di inquinamento, il nuovo servizio rappresenta una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 1.350 tonnellate l’anno. A questo si aggiunge il decongestionamento del nodo viario genovese e la riduzione del traffico di mezzi pesanti lungo questa direttiva.

Segue la stessa scia il servizio merci inaugurato a dicembre tra il porto di Trieste e Norimberga, destinato a spostare dalla strada alla ferrovia circa 6.500 TIR l’anno. Il tratto si inserisce nella rotta turco-tedesca e rappresenta un importante sbocco per i prodotti italiani destinati all’export.

Il nuovo servizio è garantito dalla collaborazione tra Mercitalia e TX Logistik nel tratto austro-tedesco ed è dedicato al trasporto di semi-rimorchi P400, di casse mobili C45 e di container marittimi high-cube. La frequenza prevista è settimanale nei primi mesi di servizio, con un raddoppio già a partire dai primi mesi del 2021.

Grazie alla nuova collaborazione tra Lugo Terminal e Ferrotramviaria, invece, l’11 gennaio 2021 verrà inaugurato il nuovo collegamento ferroviario intermodale tra Parma e Giovinazzo (Bari) con sosta commerciale a Lugo (Ravenna). Da Giovinazzo le unità di carico potranno proseguire per tutto il sud Italia e sfruttare il gateway marittimo per la Turchia e la Grecia o più in generale per i Balcani.

Con una frequenza di 3 circolazioni settimanali, che diventeranno 6 entro giugno 2021, il treno sarà in grado di caricare containers di diverse dimensioni, casse mobili e semi-rimorchi con profilo sino a P400, rifiuti e materiale ADR/RID, contribuendo nel concreto al Green Deal promosso dalla Commissione Europea e togliendo dalla strada, una volta a regime, 14.904 camion all’anno per un risparmio di CO2 pari a 9.687 tonnellate.

Infine, dall’estremo oriente arrivano dati positivi per il trasporto di merci via treno dalla Cina, con un aumento del 54% rispetto all’anno precedente. Con un numero record di treni merce di 10.180 transitati sulla tratta a fine novembre si è già superato il numero totale di convogli registrati nel 2019.

© TN Trasportonotizie - Riproduzione riservata

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