Il porto di Gioia Tauro nell'anno della pandemia Stampa
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Le conclusioni del report sull'economia marittima italiana indicano il Porto di Gioia Tauro come risorsa strategica per il nostro Paese: vediamo nel dettaglio i risultati raggiunti.  

porto di Gioia Tauro

Il nuovo Rapporto 2021 ‘Italian Maritime Economy’ Di SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), che ha analizzato gli impatti della pandemia sull'economia marittima, attesta che il Porto di Gioia Tauro è una risorsa strategica per il Paese avendo mostrato una spiccata resilienza durante la pandemia rispetto ad altri porti. Secondo il report, lo scalo gioiese nel corso del 2020, nonostante il lockdown, ha registrato un’impennata dei volumi di traffico del +26% rispetto al 2019, con un traffico di container di oltre 3 milioni.

Grazie principalmente all'ottima performance del Porto di Gioia Tauro, nel primo trimestre 2021, l'import - export via mare ha registrato un incremento del +3%. Per la portualità italiana il report evidenzia, purtroppo, un impatto negativo sul traffico commerciale pari al -10%, tuttavia le merci in container hanno fatto rilevare, in controtendenza, un incremento del +3% proprio grazie allo scalo gioiese.

Ciò dimostra che la Calabria può contribuire, davvero, alla crescita ed allo sviluppo dell’intero Mezzogiorno e dell'Italia e che il motore di sviluppo del sistema economico calabrese ha la sua centralità nella infrastruttura portuale di Gioia Tauro.

Grazie al Porto di Gioia Tauro, che ha retto alla crisi mondiale della pandemia, il ruolo del Mediterraneo è tornato, quindi, ad essere in primo piano sul piano strategico ed economico. Questo importante risultato è frutto del lavoro svolto con costanza e impegno fin dall'inizio della legislatura.

Fin dal 2018 mi sono messo al lavoro informando il Governo delle problematiche inerenti al porto. Grazie al premuroso interesse dimostrato fin da subito dall’ex Ministro Toninelli (recatosi più volte a Gioia Tauro) e grazie all'attenzione dell'allora Presidente del Consiglio Conte e al lavoro dell'allora Commissario Agostinelli, (oggi Presidente dell'Autorità Portuale), abbiamo intrapreso un percorso di rilancio della realtà portuale e del territorio calabrese; abbiamo lavorato affinché il porto potesse esprimere quel potenziale enorme che ho intravisto fin da subito, appena eletto, sollevando un rinnovato interesse per il porto di Gioia Tauro da parte degli operatori economici del trasporto mondiale delle merci.

Ciò ha portato a risultati tangibili di crescita dei volumi di traffico, segnando la sostanziale inversione di tendenza che vedeva fino a poco tempo prima il porto di Gioia Tauro uscire dal traffico internazionale delle merci con grave crisi dei livelli occupazionali.

Oggi il Porto gioiese è il primo scalo di transhipment d’Italia, operativo 24 ore su 24 permettendo l’ormeggio alle sue banchine senza sosta e assicurando il trasbordo container anche a tre mega navi contemporaneamente. Le operazioni di dragaggio messe in atto dall’Autorità portuale hanno garantito un livello di profondità dei fondali che permette l’approdo delle mega navi di ultima generazione lunghe oltre 400 metri!

I risultati sono sorprendenti e non possono che rendermi soddisfatto ed orgoglioso. Continuerò a lavorare ed a mantenere alta l'attenzione sul Porto perché sono convinto che da qui passino delle ottime chanches di sviluppo per la Calabria, per il Meridione e per tutto il Paese.

Articolo di Giuseppe Auddino tratto dal TN 5/2021 anno XXIII

© TN Trasportonotizie - Riproduzione riservata

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