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Trasporto merci e 10 piccoli indiani PDF Stampa E-mail
Pasetti - L'Opinione
2013
09
Gennaio

È insito nel DNA di ogni essere umano l’istinto della sopravvivenza e della salvaguardia della  propria attività lavorativa.

Ma, per quanto un operatore autonomo profonda nel suo lavoro ogni  personale impegno, se la sua attività diviene oggetto di interventi concentrici esterni a suo danno, la stessa declinerà progressivamente, fino a produrre la scomparsa della azienda dal mercato.

Non si tratta in tal caso degli effetti di una legittima  concorrenza  commerciale. La attuale generalizzazione del fenomeno di disgregazione delle operatività imprenditoriali si traduce in un progressivo disfacimento delle strutture che hanno costituito ed ancora costituiscono, sia pur con difficoltà, il mercato del lavoro, dalle maggiori alle individuali, sì da incidere progressivamente sull’economia nazionale, producendo una spirale di crisi dei vari settori.

È del tutto legittima, razionale e conforme ai principi stessi dell’economia quella coordinazione dei ruoli, in una equilibrata concorrenza, con la quale le diverse categorie hanno fra loro regolato nel tempo le modalità dei reciproci rapporti , sì da aver consentito lo sviluppo del mercato nazionale.

Nei anni decorsi gli imprenditori, i loro dipendenti, le loro famiglie hanno dato un continuativo valido apporto, contribuendo a far sì che si potessero superare o mitigare i momenti di crisi.

È pienamente consequenziale che l’appartenenza ad una struttura, qual essa sia, sportiva, religiosa, culturale, di categoria, crei fattori di identificazione e di solidarietà nell’ambito della stessa. I cosiddetti correlativi “interessi” sono sovente riconosciuti quali effettivi “diritti” , tali in quanto pienamente conformi alle leggi.

Le leggi possono anche essere abrogate e mutare, ma i diritti connaturati alla natura stessa di ogni persona, sono, come tali, disciplinati dalla stessa Costituzione e quindi non abrogabili. Ne riportiamo due fondamentali :

“La Repubblica promuove le condizioni  che rendono effettivo il diritto  al lavoro” (art. 4)

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro, sufficiente , in ogni caso, ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa “ (art. 36).

Costituisce atteggiamento strumentale ed alterante l’impegno, la dignità ed i valori stessi che vengono espressi nello svolgimento del lavoro, qualificare le categorie per le quali sussiste, o sussisteva, una regolamentazione operativa disposta con norme di legge a garanzia della effettiva professionalità ed a tutela della clientela, quali “lobby” e “corporazioni”, quasi si trattasse di sette da smantellare.

Detta regolamentazione assicurava la sussistenza di quella competenza senza cui coloro per i quali si opera non avrebbero garanzie di una prestazione svolta a loro favore con consapevole responsabilità e ad alti livelli di capacità.

Nel 1990 Enrico Werthmuller, quale esperto dell’autotrasporto merci, pubblicava un approfondito studio  nel quale veniva analizzata la normativa e l’attività, conforme alla stessa, dei  200.000 vettori operanti all’epoca. Al 12/7/2012 i vettori con veicoli risultano 106.726, e non vi sono prospettive di ripresa ove non venga indotto un consapevole ripensamento del legislatore per la riaffermazione del ruolo essenziale del trasporto merci su ruote per l’economia nazionale.

Negli anni la dissoluzione del settore è aumentata progressivamente. Gli appartenenti alla categoria ne hanno subito gli effetti cercando di sopravvivere  sul mercato. La normativa del settore introdotta innovativamente nel 2006 ha disatteso i criteri orientativi della Costituzione da valere anche per loro.

Oggi gli stessi devono convincersi del ruolo che è a loro proprio per realizzare una evoluzione della politica legislativa per indirizzarla verso un sistema dei trasporti che ripristini una metodica di compensi conformi ai principi costituzionali.

Gli autotrasportatori hanno la particolarità di svolgere il proprio lavoro non in una sede fissa, ma di avere un campo di azione che si estende sull’intero territorio nazionale. A differenza dei commercianti e degli artigiani non appongono cartelli su saracinesche che avvisano i clienti con la scritta “chiuso per cessazione dell’attività”.

Ma non sanno chi potrà essere il prossimo che non incontreranno più in autostrada , su un piazzale di sosta, negli abituali locali di ristorazione; e chi è al volante si chiede se ciò dovrà domani forse  succedere anche a lui, sì da non poter più “assicurare alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa”.

La celebre scrittrice Agatha Christie pubblicò un memorabile giallo “10 piccoli indiani” nel quale era rappresentata l’angoscia di dieci persone che vedevano progressivamente scomparire i propri compagni senza comprendere chi ne fosse il responsabile.

La vita ha spesso un realismo che supera la fantasia. Ma la concretezza del mondo economico si costituisce con il lavoro svolto dagli imprenditori.

Se, fra gli stessi, gli autotrasportatori manterranno la determinazione, con la quale hanno operato per anni , nella consapevolezza di essere la forza che, con la movimentazione delle merci, consente la operatività dell’industria e del commercio nella nazione, e che nel contempo le leggi devono favorire e tutelare la promozione del lavoro e non deprimerlo, potranno porsi quali promotori di nuove leggi (i politici seguono il corpo elettorale se lo stesso è compattamente determinato ad ottenere una legislazione conforme all’evolversi della realtà sociale) con le quali il lavoro, quale diritto, riceva quella tutela che è prevista dagli articoli 1-2-4 della Costituzione.

Fra tutti i lavoratori italiani gli autotrasportatori sono coloro che sono più in grado di realizzare la maggiore forza persuasiva, essendo la loro attività l’elemento costitutivo di qualsiasi operatività propria dell’attuale civiltà.

Ma non vorremmo che il declino dell’autotrasporto rappresentasse il primo sintomo di non reversibilità. Confidiamo invece in una coordinata strategia operativa di tutte le forze dell’autotrasporto, quale elemento di primaria strategia, per far comprendere che senza un nuovo rapido impulso al settore non si potrà uscire dalla crisi.

La categoria è abituata ad affrontare i quotidiani pericoli della strada, ed è la più idonea, fra tutte, a far predisporre da parte del Parlamento le soluzioni legislative che, sostenendo le imprese, consentano la ripresa dell’economia.

Articolo di Giorgio Pasetti tratto dal TN Autunno 2012, n. 3 anno XIV

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