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Il Decreto cd. “Ristori Bis” promuove il fondo perduto per il Trasporto Pubblico Locale PDF Stampa E-mail
Normativa
2021
13
Gennaio

E' stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto Ristori Bis, approvato dal Consiglio dei Ministri, che introduce ulteriori misure di sostegno ai settori produttivi, le cui attività sono state coinvolte dalle disposizioni previste dal Dpcm del 3 novembre scorso, al fine di tutelare la salute dei cittadini in questa seconda fase dell’emergenza Covid.

Trasporto Pubblico

Il provvedimento interviene con ulteriori risorse destinate sia al ristoro delle attività economiche interessate che al supporto dei loro lavoratori.

In particolare, il decreto prevede:

  • per le zone rosse, indennizzi a fondo perduto con bonifici diretti sul conto corrente, fino al 200% di quanto già erogato nel mese di aprile con il Decreto Rilancio;
  • per le zone arancioni e rosse una maggiorazione del 50% per gelaterie, bar, pasticcerie ed alberghi che si aggiunge a quanto già disposto dal primo decreto ristori arrivando al 200%;
  • per alcuni settori nuovi ristori dal 50% al 200% a livello nazionale per via delle nuove restrizioni imposte dal Dpcm;
  • proroga del termine di versamento del secondo acconto per ulteriori soggetti, non ricompresi nel primo decretoristori, che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale;
  • sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati con sede operativa nei territori interessati dalle nuove misure restrittive;
  • anche per i settori colpiti nelle zone rosse, cancellazione della rata IMU di dicembre per i proprietari e i gestori;
  • anche per i settori colpiti nelle zone rosse, credito d’imposta cedibile al 60% per gli affitti commerciali dei tre mesi di ottobre, novembre e dicembre;
  • congedo straordinario per i genitori in caso di chiusura delle scuole secondarie di primo grado;
  • bonus baby-sitting per le regioni in zona rossa.

Nel Decreto Ristori bis sono state inserite altre categorie rimaste fuori dai contributi a fondo perduto di metà ottobre. Così anche le aziende del trasporto turistico (bus) potranno adesso accedervi. La misura è stata fortemente voluta da una parte della maggioranza di governo, soprattutto per le gravi difficoltà che stanno attraversando le aziende del settore nel centro/sud Italia.

Intanto, nel Decreto Ristori bis sono stati inseriti anche altri 300 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. I primi 100 milioni potranno essere utilizzati per servizi aggiuntivi per fronteggiare le esigenze derivanti dall’attuazione del Dpcm, in particolare per il trasporto scolastico, e gli altri 200 per ripianare le perdite. Le risorse stanziate devono però essere utilizzate da Regioni ed enti locali senza altri ritardi.

A tale scopo, viene modificato l’articolo 200, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 (cd. Decreto Rilancio) aumentando di un mese il periodo rilevante ai fini del contributo di riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri (ora, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 gennaio 2021 – prima era 31 dicembre 2020).

Con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa in sede di Conferenza unificata cd. Stato/Regioni, si provvederà alla definizione delle quote da assegnare a ciascuna regione.

Articolo di Lorenzo Pittaluga tratto dal TN 6/2020 anno XXII

© TN Trasportonotizie - Riproduzione riservata

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