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Mi chiamo Fabrizio Ferretti e sono il titolare dell’Albalonga, azienda di trasporto in provincia di Roma. La mia è una piccola attività, siamo due autisti con un mezzo ciascuno.

Ci occupiamo principalmente del trasporto di derrate alimentari per la grande distribuzione.Superati i mesi più duri della pandemia, non senza difficoltà anche per chi, come noi, ha potuto continuare a lavorare, il volume di consegne attualmente è tornato a livello pre-Covid. Al momento stiamo lavorando bene, ma la presenza dell’emergenza sanitaria è ancora ben visibile, con tutte le norme di sicurezza da rispettare e DPI da indossare.

In vista dell’entrata in vigore dell’obbligo di presentazione del Green Pass dal 15 ottobre, ho attivato un consulente della sicurezza per capire come muovermi al meglio nella compilazione della documentazione richiesta. Verso le altre aziende, il nostro dovere principale è di mostrare il QR-Code della Certificazione Verde all’ingresso in azienda.

Lavoriamo principalmente con due spedizionieri, uno dei quali ha stabilito una politica aziendale green che prevede l’impegno nella riduzione dell’inquinamento ambientale anche da parte dei suoi collaboratori. Per questo motivo, in questo periodo, sto valutando la sostituzione del camion Euro 3. Al momento non ho ancora deciso se acquistare un veicolo a diesel, oppure spingermi sulle motorizzazioni alternative. Stiamo valutando tutte le possibilità, anche ibrido, elettrico e LNG, in base alle agevolazioni e incentivi disponibili.

Cambiando argomento, una problematica che desidero segnalare, e con la quale ho da poco avuto a che fare, è la mancanza di autisti nel nostro settore. Tra costi delle patenti proibitivi, esami e corsi di formazione periodica, si vieta l’accesso al settore ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoro. Il problema è reale e già presente in gran parte dei Paesi europei e, per il momento, non sono state proposte soluzioni concrete. In qualità di imprenditore sono anche disposto a finanziare la formazione di un giovane autista, a fronte di una garanzia di tutela delle parti riconosciuta dal contratto di lavoro e che,
attualmente, non è prevista. Sarebbe opportuno introdurre una nuova figura, una sorta di apprendistato per autisti, con misure commisurate alla casistica.

Oltre alle patenti di guida per i mezzi pesanti, gli autisti professionisti devono prendere la CQC, una qualificazione che nella realtà si è rivelata essere soltanto un onere. Nonostante l’intento di tutelare gli autisti che, per la natura del proprio lavoro possono incorrere più frequentemente in infrazioni, i punti vengono per lo più decurtati dalla patente di guida.

Infine, vorrei porre l’attenzione sulla sicurezza nel nostro lavoro: noi che guidiamo mezzi pesanti siamo posti, giustamente, sotto la lente d’ingrandimento, i controlli sono decisamente più severi rispetto ad altre categorie di utenti. Spesso motociclisti e automobilisti attuano comportamenti superficiali, ignari delle possibili conseguenze.

Secondo me, tutti gli utenti della strada dovrebbe essere sensibilizzati e informati sulle conseguenze dei propri gesti alla guida, onde evitare di danneggiare loro stessi e chi gli sta intorno.

© TN Trasportonotizie - Riproduzione riservata

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