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Complice il Covid-19, calano le emissioni di CO2 PDF Stampa E-mail
Cronaca
2020
08
Ottobre

Il Centro Studi Continental ha elaborato i dati Aci sulle emissioni di CO2 dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione, rilevando una diminuzione del 20,8% per i primi 8 mesi dell’anno, da gennaio ad agosto 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019 (il confronto tra lo stesso periodo del 2019 e 2018 aveva rilevato un calo dello 0,8%).

sciopero-trasporti

Complice il lockdown, che ha drasticamente ridotto il trasporto di merci e passeggeri per contenere il contagio da Covid-19, i dati confermano quanto si era potuto notare in prima persona: l’acqua di mare, fiumi e laghi più pulita e l’aria più salubre.

L’indagine però è andata oltre, valutando i mesi di luglio e agosto singolarmente, ovvero il periodo corrispondente alla riapertura del Paese durante il quale i divieti di spostamento intraregionale e tra Paesi europei era già stati rimossi. Secondo i dati, nel mese di luglio il calo complessivo (diesel e benzina) è stato del 6,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I dati di agosto, invece, riportano una diminuzione più contenuta, che si attesta sul -4,6%.

Se, invece, si osservano i dati suddivisi per il tipo di alimentazione dei motori, emerge che il calo delle emissioni di CO2 derivanti dall’uso di benzina per i primi otto mesi dell’anno è stato del 23,7%, mentre il gasolio ha registrato un calo del 19.9%.

Tuttavia, i dati non ci mostrano le aree di maggior concentrazione di CO2, che si presume corrispondano ai centri industriali maggiori, dove parrebbe siano presenti anche il maggior numero di veicoli merci appartenenti alle classi “più ecologiche”.

Secondo i dati diffusi dall’Istat riguardanti la ripartizione tra le regioni dei veicoli industriali pesanti e trattori stradali con motorizzazione Euro 5 e 6, scopriamo che la regione più virtuosa d’Italia è il Trentino-Alto Adige, con il 58,6%, seguito dalla Lombardia con il 40,8% e dall’Emilia-Romagna con il 35%, mentre le altre regioni del settentrione si attestano tra il 30-35%. Il tasso di presenza di questi veicoli però, scende nelle regioni del centro, per poi arrivare ai minimi nel meridione, con un minimo dell’11,8% per la Sicilia. Se invece osserviamo il confronto tra il 2014 e il 2019, scopriamo che la regione più virtuosa è stata il Piemonte, con un aumento del 17,1%.

Con un’età media del parco circolante pesante di circa 16 anni, l’Italia è ancora lontana dalla media europea di 11 anni.

© TN Trasportonotizie - Riproduzione riservata

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